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Painting is silent poetry, and poetry is painting that speaks. Simonides

Massimo Pulini



Massimo Pulini, from the northern Italian town of Cesena, has won international acclaim and in 2002 was commissioned by the Vatican Museums to paint the ceiling of the entrance to Pope John Paul II’s private library. In 2006 he was invited to hold a solo show at the prestigious Italian Cultural Institute in London curated by Sir Denis Mahon, the renowned British art collector and historian of Italian art.

Pulini was also included in a major retrospective of 20th-century Italian art held in 2000 at the Scuderie del Quirinale, one of Rome’s top public museum spaces.

Pulini’s work has in the past been strongly influenced by Italy’s Baroque masters. He recently took a new direction with the use of enamel paints blended on the support surface to create vivid, vibrant portraits.

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Massimo Pulini è nato a Cesena il 15 agosto 1958, vive e lavora tra Montiano e Bologna. Attualmente è docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dopo aver insegnato in varie accademie italiane.

La sua prima attività in campo artistico si svolge in qualità di pittore, come tale ha esposto, a partire dal 1976, in importanti gallerie private e pubbliche, sia italiane che internazionali.

Ha partecipato, all’inizio degli anni Ottanta, a fondamentali mostre curate dai critici Maurizio Calvesi, Italo Tomassoni e Italo Mussa, che furono all’origine di raggruppamenti artistici, definiti rispettivamente: Anacronisti, Ipermanieristi o Pittura Colta. Successivamente ha affrontato un lungo tragitto di ricerca individuale, sempre in dialogo con la Storia della Pittura e con la memoria, che lo ha portato ad allestire vaste personali in Musei italiani, francesi e inglesi, come l’esposizione tenuta a Villa Adriana di Tivoli (1997) e le antologiche della Saline Royale di Besançon (1997), della Galleria Nazionale di Parma (1999) e all’Istituto Italiano di Cultura a Londra (2006).




















Da oltre un ventennio svolge ricerche nel campo della Storia dell’Arte, ed ha pubblicato vari saggi su importanti riviste scientifiche, come “Studi di Storia dell’Arte”, “Paragone”, “Nuovi Studi”, “ARTE/Documento”, “Accademia Clementina” “Ars” ecc.

I suoi saggi storici hanno aggiunto rilevanti novità al catalogo e ai documenti in merito all’attività di artisti come Lorenzo Lotto, Andrea Lilio, Guercino, Domenico Fetti, Pietro Ricchi, Michele Desubleo, Pietro Novelli, Alessandro Turchi ed altri.

Oltre alle monografie sull’opera completa di Andrea Lilio (Motta Editore) e della pittrice bolognese del Seicento Ginevra Cantofoli (Editrice Compositori), ha curato le mostre “Guercino. Racconti di Paese” (Cento, Pinacoteca Civica, 2001); “Guercino. Le collezioni ritrovate” (Iglesias, Palazzina Bellavista, 2003) e la vasta monografica “Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del Seicento” (Rizzoli De Agostini) tenutasi a Palazzo Reale di Milano e al Museo Termini di Roma.



A metà degli anni Ottanta, dopo aver esposto con una sala personale presso l’XI Quadriennale romana vince il concorso per una grande opera da collocarsi a Dallas (USA) nella hall di un complesso architettonico progettato da Philip Johnson, padre riconosciuto dell’architettura postmoderna.

Nel 2000 viene invitato, ad allestire una sua composizione di opere pittoriche, all’importante rassegna retrospettiva sul “Novecento. Arte e Storia in Italia”, allestita presso le Scuderie Papali del Quirinale con la cura di Maurizio Calvesi e Paul Ginsborg (Skira).

Nel 2002, su commissione dei Musei Vaticani, realizza la decorazione della volta di una delle stanze degli appartamenti papali, dipingendo due angeli reggistemma nel vestibolo della biblioteca del pontefice.

Esegue il velario del teatro storico cesenate Alessandro Bonci con una gigantesca opera su tela.

Nel 2005 la Romberg Arte Contemporanea di Roma gli dedica l’antologica dal titolo Gallerie parallele, a cura di Italo Bergantini.

Nel 2006 è inserito nel progetto di catalogazione informatica 10 artisti per i Beni Culturali dell’Emilia-Romagna, a cura di Carmela Baldino e Claudia Collina.



Per la casa editrice Medusa di Milano ha pubblicato in questi anni «Il secondo sguardo», «La mano nascosta» e “La parte muta”, una trilogia di libri sull’assenza, che tratta i temi della copia, dell’anonimato e dell’incompiuto artistico.



Hanno scritto testi critici su Massimo Pulini: Mariano Apa; Adriano Baccilieri; Paolo Balmas; Rossana Bossaglia; Maurizio Calvesi; Luciano Caprile; Maurizio Cecchetti; Claudia Collina; Rosita Copioli; Roberto Daolio; Andrea Emiliani; Lucia Fornari Schianchi; Franco Solmi; Sabrina Foschini; Eleonora Frattarolo; Giuseppe Gatt; Sergio Guarino; Domenico Guzzi; Sir Denis Mahon; Gianluca Marziani; Gabriello Milantoni; Italo Mussa; Giancarlo Papi; Paolo Portoghesi; Concetto Pozzati; Carlo Ragghianti; Eugenio Riccomini; Lorella Scacco; Claudio Spadoni; Carlo Federico Teodoro; Italo Tomassoni; Marisa Vescovo; Marco Vallora; Claudia Zanfi.





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© Massimo Pulini

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